Musica in Corsia | Il Sogno di Iaia Onlus

Musica in Corsia 2025

La musica è la prima forma di comunicazione possibile tra esseri umani: bambini e bambine prima di parlare cantano e prima di camminare danzano.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per questo la musica trova naturale accoglienza dove i bisogni educativi e didattici si presentano come speciali e unici: negli ospedali e nei luoghi di cura, là dove la fatica del vivere si fa evidente.
 
 
 


Musica in Corsia
nasce grazie alla dedizione del maestro Ciro Fiorentino e della Dirigente Scolastica Caterina Natalizi Baldi del liceo musicale Zucchi di Monza, che hanno ideato e strutturato il progetto, con l’unico obiettivo di portare momenti di serenità e gioia nelle scuole in ospedale.

Varese, Tradate, Esine, Merate, Monza e Brescia. Sei splendide tappe di quello che è un vero e proprio tour musicale, per portare la musica lì dove ce n’è più bisogno.

 


Il Sogno di Iaia Onlus è parte della squadra che ha contribuito all’edizione 2025 di Musica in Corsia.
 

In occasione della Giornata Mondiale della Salute 2025, lunedì 7 aprile si è tenuto presso l’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo il concerto evento Musica Che Cura, una giornata di musica e parole che conclude lo splendido percorso dell’edizione 2025 di “Musica in Corsia”.

 

 

Musica che cura, prima parte

Di seguito vi proponiamo il video integrale dell’incontro, con la trascrizione dei momenti più importanti.

Professoressa Lucia Turra

Oggi è un importante e prezioso appuntamento che riguarda il cartellone di Musica in Corsia, che vede quest’oggi protagonisti gli studenti come musicisti, ma anche gli studenti come pubblico. È stato un lavoro lungo, ma pieno di armonia fra sanità, scuola, associazioni e fondazioni.

L’idea era quella di portare cura attraverso gesti anche quotidiani, perché la musica è un linguaggio quotidiano, fatto di dedizione, di impegno, di pratica. Così come il lavoro di cura, che deve essere un gesto quotidiano. 

Quindi vogliamo portare bellezza e serenità attraverso questo linguaggio, attraverso i ragazzi che suonano, ai ragazzi negli ospedali, ma anche alle persone che vivono momenti di vulnerabilità.

 

Dott. Francesco Locati, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII.

Buongiorno. Buongiorno a voi. È con grande piacere che porto i saluti dell’ASST Papa Giovanni XXIII a questo straordinario evento che unisce arte, cultura e cura. 

Desidero innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa.

Un grazie speciale va a Il sogno di Iaia, alla sua presidente Ida di Natale, che ogni anno anima un importante e nuovo progetto per il nostro ospedale. Ricordiamo il più recente di tutti: “il sogno in una stanza” che ha trasformato le stanze pediatriche dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in mondi fantastici a misura di bambino, per rendere più confortevole la permanenza in degenza dei nostri pazienti più piccoli e delle loro famiglie. E molte altre iniziative come il punto prelievi o la nostra neuroradiologia, dove c’è una sala decorata a tema spazio.
Ancora grazie all’associazione Il sogno di Iaia per permettere ai bambini di affrontare con maggiore consapevolezza l’esame della risonanza magnetica. 

Ringrazio Regione Lombardia, le orchestre regionali della Lombardia, l’Orchestra Provinciale delle scuole medie indirizzo musicale di Bergamo, la Jazz Band del Liceo Musicale Secco Suardo di Bergamo e il maestro Giovanni Abbiati.

Grazie anche al maestro Ciro Fiorentino, direttore delle orchestre giornali della Lombardia. Un grazie ai rappresentanti della scuola che con i loro interventi daranno voce a un messaggio fondamentale. L’istruzione e la cultura sono parte integrante del percorso di cura e siamo noi i primi a verificare tutti i giorni questo concetto.

La scuola in ospedale, di cui sottolineiamo l’importanza per i bambini e ragazzi ricoverati, poter continuare il proprio percorso di apprendimento significa mantenere un legame con la normalità, coltivare sogni e aspirazioni, sentirsi parte attiva. E lo sanno bene i nostri specialisti qui presenti presenti oggi come relatori, il professor Lorenzo D’Antiga, direttore del dipartimento percorsi pediatrici integrati, nonché direttore della pediatria, che rappresenta uno dei centri di riferimento in Regione Lombardia non solo per le cure bambino critico, ma per i trapianti di organi solidi in campo in campo cardiovascolare per le malattie rare.

La dott.ssa Maria Simonetta Spada, direttore della psicologia che vede nel suo lavoro quotidiano quanto la scuola in ospedale sia in grado di accompagnare e sostenere i bambini e familiari durante il percorso di cura. Colgo l’occasione per ringraziare l’illustre ospite di oggi, il collega dottor Modak, direttore della pediatria e responsabile scientifico della ricerca sui tumori pediatrici del Memorial Sloan Kettering Coin Center di New York.

Celebrare oggi la Giornata Mondiale della Salute con un evento musicale all’interno dell’ospedale è un segno concreto del valore che attribuiamo al benessere della persona nella sua interezza. Iniziative come queste ci ricordano che la cura non è fatta solo di farmaci e trattamenti, ma anche di attenzioni e relazioni.

Grazie ancora a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo evento e a voi che siete qui oggi a condividerlo insieme. Che sia un momento di arricchimento, di gioia e di ispirazione per tutti. Buon ascolto.

 

Dottor Bonelli, dirigente dell’ufficio quinto USR Lombardia. 

Un ringraziamento all’ASST Papa Giovanni XXIII che ci ospita, a tutto il sistema della sanità lombarda che è con noi come l’ufficio scolastico regionale, con i nostri uffici scolastici territoriali, le nostre istituzioni scolastiche con le quali collaboriamo per dare ai nostri ragazzi un aiuto costante anche quando sono in situazioni di cura.

La scuola e la sanità non solo sono le due infrastrutture sociali fondamentali di ogni società civile, ma in questa regione oserei dire sono un’eccellenza perché le nostre indagini statistiche nell’uno o nell’altro campo dicono che crescere, farsi curare e studiare in questa regione è “tanta roba”, quindi e ci facciamo reciprocamente i complimenti. 

Poi anche da parte del nostro direttore, la dottoressa Volta, un ringraziamento particolare all’orchestra regionale, alle orchestre provinciali, al sistema della musica nel nostro sistema formativo. Non è semplice portare avanti questa attenzione disciplinare nelle nostre scuole ci vuole molto impegno, anche molto volontariato perché il l’insegnamento degli strumenti, l’organizzazione delle orchestre comporta una un sacrificio e un’attenzione da parte dei nostri docenti, dei nostri dirigenti scolastici che va al di là degli obblighi di servizio. 

Anche questa è un’eccellenza del nostro sistema formativo, è un modo diverso di fare scuola, tra l’altro anche all’interno delle nostre sezioni ospedaliere è un modo per dare anche voce ai talenti dei nostri ragazzi e infine un ringraziamento particolare alle organizzazioni di volontariato.

C’è anche tanto terzo settore che lavora per migliorare le nostre scuole e il nostro sistema sanitario. Sono realtà molto preziose, anche queste peculiari del nostro territorio, con le quali scuole e sanità fanno e ricevono molto, quindi mi sembra un insieme, un contesto che giustamente celebra questa giornata, ma anche dice di quanta attenzione viene data a alle nostre realtà da parte delle nostre comunità.

Sarà una bella mattinata. Mi raccomando ragazzi, perché riprenderemo tutto, lo useremo anche per non solo il nostro portale similare, che è il portale nel quale diamo conto di tutta la nostra offerta formativa, ma anche a per mostrare che la realtà scientifica che supporta l’azione formativa del Ministero dell’istruzione del merito.

Quindi avremo testimonianza di questa eccellenza anche a livello nazionale. Mi sembra un bel riconoscimento. 

È presente anche la professoressa Coradini che segue il discorso musica per il ministero e quindi penso che la sua presenza qui sia un modo per dare conto di quanto facciamo nelle nostre scuole e nelle nostre realtà ospedaliere. Grazie a tutti e buona giornata.

 

Professoressa Nicosia Manuela, dirigente del Liceo Musicale Paolina Secco Suardo di Bergamo. 

Buongiorno a tutti. Vi prometto che sarò brevissima. Inizio dicendo che per me è un onore, davvero un onore trovarmi qui in una splendida cornice che è quella del Papa Giovanni a cui sono molto legata e insieme a tutti voi, ai miei docenti, ai miei ragazzi in questa giornata che è di musica e di formazione.

Ritengo questa esperienza meravigliosa perché ci ha permesso di coniugare l’amore della musica e per la musica che è il principale motore, la linfa vitale del nostro liceo musicale con la scuola in ospedale che è un progetto formativo in cui noi abbiamo sempre creduto e investito molto.

L’inclusione di tutti gli studenti e la volontà di permettere con continuità il diritto allo studio anche a coloro che soffrono rappresentano per tutti noi due capisaldi a cui per nulla al mondo potremmo mai rinunciare. Proprio per questo, sin dall’inizio, abbiamo accolto con grande entusiasmo l’iniziativa, facendo nostra la mission di questa giornata, ovvero regalare dei sorrisi a chi soffre e rendere più piacevole l’iter della malattia e delle cure anche nei momenti più difficili, attraverso lo straordinario potere curativo della musica. 

Questa giornata della musica in corsia, della musica che cura, sono sicura che sarà per noi tutti noi un grande momento di crescita, un nuovo traguardo raggiunto e una grande tappa per un nuovo percorso intrapreso. È un mio piacere ringraziare tutti coloro che hanno organizzato l’evento dall’idea iniziale fino a quella che poi è stata la concreta realizzazione, la mia carissima amica Katia dell’UST, il maestro Ciro Fiorentino per il suo instancabile lavoro di raccordo e di guida per tutte le orchestre regionali, la mia carissima collega Natalizi Baldi per il suo preziosissimo supporto e per la sempre fattiva e stretta collaborazione. Il maestro Roberto Genova, mio fidato collaboratore per il suo lavoro puntuale e sempre attento con l’Orchestra regionale di Sassofoni che dirige. Il maestro Giovanni Abbiati a cui sono molto legata con la sua fantastica Jazz Band e l’orchestra delle SMIM con la quale collaboriamo strettamente.

Io non rubo altro tempo e chiudo augurando a tutti voi una splendida giornata di musica, di magia e soprattutto di tanta allegria. Grazie. 

 

Dott.ssa Maria Simonetta Spada, direttore di psicologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII.

Sono molto felice e molto emozionata di parlare a voi perché io invecchio, voi crescete e io mi aspetto che voi siate le persone che un domani si prenderanno cura di noi, di me e di tutti noi. E la cura è una delle parole più importanti quando uno si trova in un contesto come questo. Le parole importanti sono la cura e il prendersi cura. Vi potete immaginare che nel prendersi cura ci sia qualche sapere che non c’è utile? Assolutamente no. Vi immaginate in una condizione in cui uno non sta tanto bene e ha bisogno di qualcuno che lo sostiene all’interno di un percorso.

Un tempo, quando erano piccoli i vostri nonni, se venivano ricoverati in ospedale, venivano lasciati dalla famiglia alle porte del reparto e il reparto si prendeva cura di loro fino a che non guarivano e non tornavano a casa. Oggi non è più così perché oggi la medicina ha fatto dei passi straordinari.

Ci sono mille specializzazioni che ci permettono di curare veramente tante tante cose differenti. Ma voi lo sapete, se pensate alle persone che avete intorno, ognuno di noi si confronta con qualche piccola cronicità. Forse voi no, perché siete piccoli e siete giovani, ma crescendo ci si confronta con delle cronicità e allora bisogna imparare a prendersi cura di sé. E per prendersi cura di sé ci vuole tutta un’equipe.

Ci vuole un’equipe che è fatta in primis da noi, ma anche poi dalla nostra famiglia e da tutti quelli che quotidianamente si prendono cura di noi. Prendersi cura è una parola, è un’espressione che ha una portata grandissima, ma anche noi abbiamo bisogno che ci si prenda cura di noi. Siamo persone che costituiscono un’equipe e l’idea che sia possibile potenziare i linguaggi attraverso la musica, potenziare le connessioni attraverso la musica ci rincuora perché ci aiuta a essere più in sintonia con quello che sta succedendo.

Io questa mattina sono venuta qua un po’ presto a curiosare e ho sentito qualcuno di voi che suonava. Uscendo di qui sono tornata nel mio reparto a fare quello che dovevo fare e ogni collega che ho incontrato ho detto: “Vai a dare una sbirciatina perché al Parenzan sta succedendo una cosa bellissima”.

Ho rincontrato, ritornando uno di questi colleghi che mi ha detto “Caspita che meraviglia, abbiamo proprio bisogno di iniziative come queste”. Per cui io ringrazio tutti voi che siete qui e ringrazio chi ha organizzato questa splendida giornata. Credo che ci faccia bene prenderci cura gli uni degli altri e tutti insieme di tutte le persone che sono qui. Grazie.

Bene, arriviamo al sodo, come si dice, non mi resta che iniziare a presentare i musicisti e la musica. 

Non voglio rubare tempo e iniziamo ad ascoltare la Jazz Band del Liceo Musicale Paolina Secco Suardo di Bergamo, diretti dal maestro Giovanni Abbiati.

Mi sento solo di dire che la musica è qualcosa che viene fatta da qualcuno e che viene ascoltata da qualcun altro, quindi ha sempre una direzione di collaborazione. 

Quindi mettiamoci nella predisposizione di ascolto di questi giovani ragazzi e ancora un grazie infinite a tutte a tutti coloro che hanno reso possibile questo momento. 

Idar Torskangerpoll: Crimson Eclipse

Eseguito dall’Orchestra Regionale di Fiati e Percussioni registrati in occasione del Concerto presso l’Auditorium del Liceo Musicale “B. Zucchi” di Monza.